Cultura

GIOVAN BATTISTA OLIVA EROE DEL RISORGIMENTO

di GIUSEPPE CLEMENTE
Ricorre quest’anno il 170° anniversario della Repubblica romana del 1849 e della sua Costituzione, la migliore mai scritta nel nostro Paese, approvata il 3 luglio in Campidoglio dai deputati con la fascia tricolore. Soffocata dall’intervento militare di NAPOLEONE III, durò appena cinque mesi, ma resta forse il più eroico episodio del nostro Risorgimento, i cui alti valori hanno profondamente inciso sulla vicenda storica dell’Italia. Le ricorrenze, si sa, quando sono degnamente celebrate, sono occasioni che ci consentono momenti di riflessione sull’avvenimento in sé e su coloro che ne sono stati i protagonisti, alcuni giustamente passati alla gloria nazionale e altri, la gran parte, dimenticati nell’immenso “cimitero della storia”.
Fra questi ultimi c’è GIOVAN BATTISTA OLIVA, un nostro concittadino, di cui oggi sono in pochissimi a conoscere la storia e a cui San Severo, memore, agli inizi dello scorso secolo ha dedicato una strada: Via Giovan Battista Oliva, che inizia proprio alle spalle della chiesa del Rosario e, lunga e rettilinea, porta al Viale 2 Giugno.
Giovan Battista Oliva nacque a San Severo nella Strada Sant’Antonio Abate il 2 giugno 1825 alle ore 14 da VINCENZO MARIA LEONARDO, scribente di anni 21, e GIACINTA FIANI di anni 23. Fu battezzato il 3 giugno dal parroco della Cattedrale (Comune di San Severo, Registro de’ nati 1825, n° d’ordine 326, fol. 66). Di lui si hanno pochissime e scarne notizie. Intorno ai vent’anni lasciò la natia San Severo per completare gli studi a Napoli. Dominato da forti sentimenti unitari, entrò in contatto con i circoli liberali della capitale, probabilmente fece parte della Setta dell’Unità Italiana, e partecipò ai moti del 15 maggio 1848 a Monte Oliveto. Soffocata la rivolta e costretto a lasciare Napoli, fu volontario nella prima guerra d’Indipendenza, dopo la quale, sempre più motivato nell’impegno per la causa dell’Italia unita, partì volontario per la difesa della Repubblica romana dai francesi. Divenne un garibaldino e il 3 giugno 1849 a Villa Corsini in una cruenta battaglia, dove, come scrive MONSAGRATI, “il bilancio delle vittime s’appesantì paurosamente per la perdita di tanti volontari sconosciuti, come mai era avvenuto in una battaglia risorgimentale e in così breve spazio di tempo e di terra”, OLIVA si distinse, dimostrando di essere molto abile nell’uso delle armi e dotato di grande coraggio. Venne promosso tenente sul campo e inquadrato nel 5° Reggimento della Legione ‘Masi’. Il successivo 15 giugno, nel corso di un attacco dei francesi ai Monti Parioli proprio contro le postazioni del 5° Reggimento, mentre era impegnato al comando della sua Compagnia nel tentativo disperato di strappare “una casa tenuta dal nemico”, venne colpito al petto nel momento in cui stava per varcare la soglia dell’edificio. Ricoverato nell’ospedale San Giacomo per “una grave ferita trasfossa penetrante nella cavità del petto fra la quarta e quinta costola destra. Il forame d’uscita era nel dorso fra la 6^ e 7^ costola”, morì “non compianto ma invidiato” dopo una agonia di 13 giorni.
Nello scorso mese di aprile, scorrendo l’elenco dei caduti della Repubblica romana del 1849, ho notato che il nome di GIOVAN BATTISTA OLIVA, unico pugliese, era riportato senza l’indicazione del luogo di nascita. Ho inviato una email al Comitato Caduti del Gianicolo che ha subito provveduto ad aggiornare i dati e oggi chi va sul sito legge chiaramente: GIOVAN BATTISTA OLIVA DI SAN SEVERO (FG) PUGLIA.

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